Cherreads

Chapter 18 - Sotto la pioggia d'acciaio

A chilometri di distanza, la nave di intelligence "L'Occhio" volava nel buio. Lo scafo era composto da piastre di ferro bullonate e camini che emettevano fumo grigio.All'interno del ponte di comando, tre schiavi sedevano su sedili di metallo. Dei cavi di rame collegavano la base dei loro crani ai sistemi della nave per processare i dati dei sensori. I monitor di vetro iniziarono a mostrare interferenze di colore verde. Uno degli schiavi ebbe una convulsione.«Rilevato picco di energia elettrica,» disse lo schiavo con voce tesa. «Proviene dalle coordinate del territorio dei nani della neve. La vecchia struttura ha riattivato i sistemi interni. Il segnale è costante.»Il Generale Secundus avanzò verso i monitor. Era una figura snella. Indossava un'armatura di piastre brunite, incastrate con una precisione millimetrica che non lasciava spazio a bulloni a vista o a valvole di sfiato rumorose. La corazza appariva come un pezzo cerimoniale, liscia e priva di imperfezioni. Guardò i dati sullo schermo senza scomporsi.«Comunicate alla nave cargo di dirigersi lì,» ordinò Secundus. «Il soggetto è all'interno. Non colpite l'edificio. Mi servono il ragazzino e la fonte di energia.»Le due navi aumentarono la velocità. La nave cargo era una struttura squadrata di ferro con tubature esterne. Iniziò la manovra di discesa emettendo vapore dai motori.La nave cargo atterrò a poca distanza dal centro commerciale. L'impatto sollevò neve e fango che colpirono la facciata della struttura. Le rampe metalliche si aprirono e toccarono il suolo.I soldati uscirono in fila con le armature pesanti. Dietro di loro si mossero i polpi meccanici: macchine di ferro e cuoio con tentacoli snodati terminanti in lame.Secundus scese dalla passerella della sua nave. La sua armatura brunita rifletteva la luce bianca che proveniva dal centro commerciale. Si fermò a osservare l'edificio.«Bloccate ogni uscita,» disse a un ufficiale. «Uccidete chiunque cerchi di scappare, ma portatemi il ragazzino vivo.»L'esercito iniziò a circondare l'edificio.Secundus camminava sulla neve con passi leggeri, mentre i soldati intorno a lui faticavano a mantenere l'equilibrio nel fango gelato. Si fermò davanti alla grande vetrata d'ingresso del Mall, parzialmente incrinata. La luce bianca all'interno metteva in risalto la perfezione della sua armatura brunita, priva di ogni segno di giuntura o bullone.Si tolse l'elmo con un gesto fluido. Il suo volto era curato, con un sorriso accennato che trasmetteva una calma costante. Guardò l'ufficiale che stava al suo fianco.«Colonnello, non siate così teso,» disse Secundus. La sua voce era melodiosa e ferma. «Guardate questa luce. È la testimonianza di un mondo che ha smesso di combattere. Noi siamo qui per riportare ordine in questo caos. È un atto di estrema gentilezza, non trovate?»L'ufficiale annuì senza rispondere, evitando lo sguardo del Generale.«Bene,» continuò Secundus, voltandosi verso i polpi meccanici immobili sulla rampa. «Inviate le macchine nei condotti superiori. Monitorate ogni movimento all'interno. Se incontrate i nani, portateli qui vivi. Voglio spiegare loro perché la loro resistenza è priva di logica.»Il sorriso di Secundus rimase fisso, mentre i suoi occhi osservavano la struttura.All'interno del Mall, lo scossone dell'atterraggio della nave cargo aveva fatto tremare le pareti della sala di controllo. La polvere cadde dal soffitto, depositandosi sulla scrivania e sulla mummia di Nadine.Zeryth scattò verso la vetrata interna che dava sull'atrio centrale, osservando le luci che sfarfallavano. «Cosa è stato?»Moko emise un sibilo acuto. Per la prima volta da quando erano partiti, aprì tutti e 8 i suoi occhi. Le pupille multiple roteavano freneticamente, captando ogni minima vibrazione e variazione termica proveniente dall'esterno. Era in stato di massima allerta.Llyr-Vahn si schiacciò contro la parete, stringendo i pugni nudi. Non aveva spade, non aveva pugnali; la sua unica difesa era la sua forza fisica e la parrucca bionda che le ricadeva goffamente sulle spalle. Guardò i monitor della sicurezza che Nadine aveva lasciato accesi: in uno degli schermi esterni si vedeva la sagoma snella di Secundus che avanzava verso l'edificio.«Non è Primus,» sussurrò Llyr-Vahn, i muscoli delle braccia tesi. «Questo sa esattamente come chiudere una trappola.»Tsuki avvertì la presenza di Etan agitarsi con una violenza tale da mozzarle il fiato.L'altoparlante del Mall gracidò. Il jingle pubblicitario svanì e la voce di Secundus risuonò nitida in ogni corridoio, amplificata dai sistemi che l'Impero stava già controllando.«Cari ospiti del centro commerciale,» disse la voce di Secundus. Il tono era così amichevole da risultare innaturale. «Mi scuso per l'interruzione. Mi chiamo Secundus e sono qui per aiutarvi. Non c'è bisogno di nascondersi tra i detriti. Uscite e vi prometto che la vostra utilità per l'Impero sarà ricompensata.»Il Re dei nani si gettò ai piedi di Tsuki, le mani giunte. «Aiuto! La voce del mostro... la voce gentile ci ucciderà tutti! Fate qualcosa!»In un unico movimento coreografato dalla tensione, Zeryth, Llyr-Vahn e Tsuki si strapparono di dosso le parrucche bionde, lasciandole cadere a terra come stracci inutili. Senza il travestimento, apparivano per quello che erano: fuggiaschi stanchi, disarmati e braccati.Moko emise un verso secco e diede un colpo di coda sulla gamba di Tsuki, facendole cenno di seguirla. La piccola creatura si infilò in uno sgabuzzino laterale, tra vecchi secchi arrugginiti e manici di scopa mangiati dalle tarme. Con una zampa, Moko indicò un lungo pezzo di legno marcio che un tempo doveva essere stato parte di uno scaffale.Moko guardò Tsuki, poi il legno, e fece un gesto con la testa come a dire: "Modifica".Tsuki rimase immobile, confusa. «Cosa... cosa dovrei fare?»«Concentrati,» la voce di Etan risuonò nella sua mente, fredda e precisa. «Non guardare il legno per quello che è ora. Immagina gli atomi che si stringono, le fibre che si induriscono fino a diventare acciaio. Senti la densità. Trasforma la materia.»Tsuki chiuse gli occhi e afferrò il legno. Un calore bianco si sprigionò dai suoi palmi. Sotto le sue dita, il legno marcio iniziò a contorcersi, scurendosi e assottigliandosi. In pochi secondi, il peso cambiò: il calore svanì e tra le mani di Tsuki apparve una spada lunga, dalla lama nera e affilatissima, priva di riflessi ma letale al tatto.Il Re dei nani, che aveva assistito alla scena dalla porta, cadde all'indietro sbalordito. «Magia... creazione dal nulla...»Llyr-Vahn entrò nello sgabuzzino, guardando l'arma con occhio critico, ma non sorrise. «Ottimo lavoro, ragazzina. Abbiamo una spada. Forse potrai farne altre. Ma siamo realisti.» Si voltò verso Zeryth e Moko. «Io posso manipolare le energie cinetiche, posso sfondare una o due linee di guardie con un impatto, ma poi? Siamo in quattro contro un esercito e quei polpi di metallo. Non abbiamo difese, non abbiamo armature e, soprattutto, Secundus sa che siamo qui. L'effetto sorpresa è nullo.»Moko, sentendosi chiamata in causa, smise di indicare gli oggetti e iniziò a saltellare freneticamente sul posto. I suoi 8 occhi vibravano, le sue zampe battevano sul pavimento metallico con un ritmo furioso, come se fosse profondamente offesa o arrabbiata per essere stata sottovalutata.Emetteva piccoli fischi acuti, puntando i tentacoli verso le pareti del Mall, come se volesse mostrare loro qualcosa che ancora non riuscivano a vedere.Moko smise di saltellare e piantò i suoi 8 occhi in quelli di Zeryth, poi indicò i grossi cavi di alimentazione sul soffitto della sala di controllo. Con la coda mimò un contatto tra i cavi e la struttura metallica del magazzino.Zeryth sgranò gli occhi, poi si guardò le vene argentee che pulsavano sotto la pelle dei polsi. «Non vuole solo che usiamo il Mall come conduttore. Vuole che io faccia da ponte. Il mio sangue può reggere il carico e manipolare la frequenza imperiale.»«È un suicidio,» disse Llyr-Vahn, osservando la tensione nei muscoli del compagno. «Se il flusso si inverte, il mercurio ti bollirà nelle vene.»«È l'unico modo per prendere il controllo di quelle macchine,» rispose Zeryth, avvicinandosi alla parete metallica.Tsuki non perse tempo. Si concentrò sul cumulo di scarti nello sgabuzzino: vecchi tubi di ferro e scaffalature arrugginite. Sotto la guida della voce di Etan, tese le mani e avvolse il metallo in un calore bianco. I tubi si sciolsero come cera e, con un gesto fluido, Tsuki proiettò la materia fusa contro la porta e le grate dei condotti, sigillando la stanza in un blocco unico di acciaio nero.«Zeryth, ora!» gridò Tsuki, sostenendosi a fatica contro il muro.Zeryth afferrò i due terminali di rame collegati ai generatori che Tsuki aveva risvegliato. Invece di collegarli semplicemente alla parete, se li strinse contro i polsi, proprio dove il sangue al mercurio era più visibile. Un urlo gli rimase strozzato in gola quando l'elettricità investì il suo corpo. Le sue vene brillarono di una luce metallica accecante.Con le mani vibranti per la scossa, Zeryth afferrò la piastra di metallo fusa da Tsuki, chiudendo il circuito tra la ragazza, il Mall e se stesso.Il Mall sussultò. Un ronzio profondo risalì dai sotterranei. Le luci nell'atrio virarono al blu elettrico.All'esterno, la voce di Secundus si interruppe.Un polpo meccanico, intento a scalare una colonna, venne investito dalla scarica trasmessa attraverso il mercurio di Zeryth. Invece di esplodere, la macchina si bloccò per un istante. Zeryth, con i denti stretti e gli occhi che emettevano scintille argentee, cercò di imporre la propria volontà cinetica attraverso il contatto fisico costante con la parete.I tentacoli del polpo smisero di grattare il muro e iniziarono a muoversi in modo scoordinato, poi, sotto la guida forzata di Zeryth, la macchina si voltò verso i soldati imperiali che stavano entrando.Sulla nave "L'Occhio", il ritorno di energia fu devastante. I monitor esplosero e gli schiavi-server svennero all'istante, ma Secundus, nell'atrio, vide il suo polpo cambiare bersaglio. La macchina puntò le lame contro un ufficiale imperiale, costringendolo a indietreggiare.Secundus non si mosse. Una scintilla gli sfiorò la corazza brunita, svanendo sulla superficie perfetta. Osservò il polpo che si ribellava con un sorriso sottile.«Interessante. Un conduttore vivente,» disse a voce bassa. «Tsuki... Etan... e ora un mutante al mercurio. State diventando molto costosi. E io adoro le cose costose.»Nella sala di controllo, Zeryth era bloccato contro la parete, il corpo scosso da tremiti violenti. Moko gli saltellava intorno, controllando con i suoi 8 occhi che il contatto fisico non si interrompesse, mentre Tsuki cercava di mantenere stabile il flusso di energia dei generatori.Avevano rubato il controllo di una delle armi di Secundus, ma il prezzo era la vita di Zeryth, intrappolato in un circuito che non poteva spezzare.Sullo schermo della sala di controllo, il volto di Secundus mutò. Il sorriso sottile svanì, sostituito da un'espressione di fredda amarezza, come quella di un collezionista che veda un pezzo pregiato rovinarsi sotto i suoi occhi.«Che spreco,» mormorò Secundus. Il suo tono non era più amichevole; era piatto, privo di umanità. Si voltò verso il suo colonnello e fece un gesto breve con la mano. «Basta con queste gentilezze. Uccideteli tutti. Ora.»Il Re dei Nani, con gli occhi incollati ai monitor, vide l'ordine venire eseguito e cadde in preda a un tremito violento.«Oh, che gli dèi ci assistano! Che io non debba assistere a tale scempio!» urlò il Re, le mani giunte. «Sebbene noi si sperasse in una vostra clemenza, pare che il destino voglia che il nostro sangue tinga la neve! Che qualcuno intervenga, affinché la nostra stirpe non si estingua in questo luogo maledetto!»Sotto, nell'atrio, Zeryth stava lottando per mantenere il controllo. Il suo sangue al mercurio brillava in modo irregolare, emettendo fumo grigiastro dai pori della pelle. Il polpo che controllava si muoveva con lentezza, i tentacoli che tremavano mentre cercava di puntare le lame contro i soldati imperiali. Quella distrazione permise a una manciata di nani di correre verso un tunnel di servizio.«Correte! Che la terra vi nasconda e che i vostri passi siano rapidi!» gridò il Re verso lo schermo, ma la sua voce rimase chiusa tra le pareti di acciaio nero.Fu un successo breve.Altri due polpi meccanici piombarono dal soffitto con un sibilo metallico. Senza esitazione, ignorarono i fuggitivi e si avventarono sul polpo "traditore". Lo colpirono con precisione chirurgica, recidendo i cavi di trasmissione che Zeryth stava manipolando.L'onda d'urto del feedback energetico colpì Zeryth come un maglio. Venne scaraventato all'indietro con violenza, il contatto fisico con la parete si interruppe bruscamente e il circuito si spezzò. Zeryth crollò a terra inerme, il corpo scosso da spasmi residui, le vene argentee spente. Era stremato.Senza più la difesa elettrica, i soldati imperiali iniziarono l'esecuzione. Non ci fu battaglia, solo un massacro sistematico. Le grida arrivavano attutite nella sala di controllo.«Sia maledetto il giorno in cui io abbia creduto che vi fosse speranza!» piagnucolò il Re dei Nani, crollando in ginocchio e coprendosi il volto. «Che le montagne si chiudano sopra di noi, prima che i nostri occhi vedano la fine di ogni cosa!»Il Re dei Nani osservò lo schermo con gli occhi lucidi, le mani che tremavano così forte da far urtare le nocche contro la fibbia della cintura. Con un gesto lento, quasi agonizzante, afferrò un corno d'ebano e argento che portava al fianco. Lo guardò per un istante, esitando, come se sperasse che un miracolo qualunque gli impedisse di compiere quell'atto estremo.Ma sullo schermo, un altro gruppo di nani venne travolto dalle lance di Kaelos.«Che il cielo mi perdoni per ciò che io stia per scatenare!» esclamò il Re, la voce rotta dal pianto. «Sia pur vero che la nostra fine sia giunta, ma che noi non si cada soli in questo abisso!»Prese un respiro immenso e portò il corno alle labbra. Il suono che ne uscì non fu una nota metallica, ma una vibrazione sorda, così profonda da far scoppiare i bicchieri rimasti intatti nel bar del Mall. Dalle sue labbra si sprigionarono fasci di luce magica azzurrina che avvolsero lo strumento.Poi, la terra sussultò.Non fu un semplice tremore. Le pareti della sala di controllo, dell'atrio e persino i soffitti iniziarono a crepare con rumori simili a colpi di cannone. All'improvviso, il metallo e il cemento esplosero verso l'interno.Dalle pareti emersero i vermi meccanici. Erano creature mostruose, segmentate, rivestite di piastre di metallo arrugginito e denti rotanti di acciaio. Alcuni erano piccoli, agili come segugi; altri erano colossi immani, lunghi decine di metri, capaci di inghiottire un uomo adulto senza nemmeno rallentare.Uscirono dalle fondamenta, distruggendo ogni cosa sul loro cammino. Un verme di medie dimensioni balzò fuori da una colonna e tranciò a metà un soldato imperiale prima ancora che questi potesse alzare lo scudo. Un altro, enorme, emerse dal pavimento dell'atrio proprio sotto una fila di guardie, sollevando tonnellate di detriti e ingollando tre uomini in un solo morso meccanico.Secundus, che fino a quel momento era rimasto immobile, sussultò. I suoi occhi grigi si spalancarono mentre un pezzo di soffitto gli crollava a pochi metri di distanza. Per la prima volta, la sua espressione di superiorità svanì. Fece un passo indietro, istintivo, mentre la polvere e il sangue dei suoi soldati imbrattavano la sua armatura cerimoniale.«Ritirata!» urlò un ufficiale in preda al panico, ma la sua voce venne coperta dal fragore dei vermi che stavano letteralmente divorando la struttura stessa del centro commerciale.Nella sala di controllo, il Re dei Nani lasciò cadere il corno, osservando con orrore il caos che aveva scatenato. Tsuki e Llyr-Vahn dovettero aggrapparsi alla console per non cadere, mentre Moko si rannicchiò contro Zeryth, che era ancora inerme a terra, cercando di proteggerlo con il proprio corpo mentre il soffitto sopra di loro iniziava a mostrare le prime, pericolose crepe.I vermoni non facevano distinzioni: l'Impero era il loro pasto principale, ma il Mall stava diventando la loro tomba.Il Re dei Nani rivolse un ultimo sguardo colmo di angoscia al gruppo. «Che il sottosuolo vi sia lieve e che le ombre vi proteggano! Io debba andare, affinché il mio popolo non perisca del tutto nell'oblio!» Senza attendere risposta, svanì in una botola stretta, celata sotto un cumulo di macerie.Il Mall era diventato un inferno di fumo e urla.Moko scattò in avanti, i suoi 8 occhi spalancati e indipendenti l'uno dall'altro: due puntati al soffitto per i crolli, quattro per monitorare i movimenti dei vermi e due fissi sulla posizione dei soldati. Emise un fischio quasi impercettibile e fece cenno di muoversi.Llyr-Vahn sollevò il corpo inerme di Zeryth. I muscoli delle sue braccia, privi di armature o armi, tremavano per lo sforzo, ma la sua presa era ferrea. Tsuki la seguiva a stento, trascinando i piedi tra i detriti, con la mente annebbiata dal potere appena utilizzato.Uscirono dalla sala di controllo attraverso una breccia nel muro creata dal passaggio di un verme. L'atrio era irriconoscibile.A pochi metri da loro, un verme meccanico gigante stava lottando con un gruppo di soldati imperiali. Le piastre del mostro stridevano contro le lance dei fanti, mentre un soldato veniva scagliato via come una bambola di pezza, finendo a schiantarsi contro una vetrina. Il rumore del metallo lacerato copriva i loro passi pesanti.«Fermi,» sussurrò Llyr-Vahn, bloccandosi dietro una colonna portante.Un verme piccolo, lungo quanto un uomo, strisciò a pochi centimetri dai piedi di Tsuki. La ragazza trattenne il respiro, osservando le scaglie di ferro arrugginito della creatura che riflettevano le luci azzurre intermittenti del Mall. Il mostro si fermò, le sue placche vibrarono come se stesse annusando l'aria, poi scattò verso un ferito che aveva lanciato un gemito poco distante.Moko diede un colpetto sulla caviglia di Tsuki e indicò una via laterale, tra i resti di un chiosco rovesciato e una voragine nel pavimento.Si muovevano come ombre in mezzo a un massacro. Vedevano Secundus in lontananza, circondato dalla sua guardia d'onore. Il Generale stava abbattendo un verme medio con un colpo secco della sua lama brunita, muovendosi con una grazia spaventosa che contrastava con il caos circostante. Era impegnato a dare ordini di riposizionamento, i suoi occhi troppo occupati a gestire la rotta dell'esercito per notare quattro fuggitive tra le migliaia di macerie.Tsuki inciampò su un pezzo di cemento, ma Llyr-Vahn la afferrò per la collottola con la mano libera, impedendole di cadere e fare rumore.Raggiunsero la zona dei magazzini sul retro, dove il soffitto era più basso e i vermi avevano aperto meno varchi. L'odore di ozono e sangue era insopportabile. Moko si fermò davanti a una grata di scolo che portava verso l'esterno del perimetro, proprio sotto il livello della neve profonda.Mentre si addentravano nei corridoi di servizio, il fumo si diradò per un istante, rivelando una scena straziante. Davanti a loro, una massa di profughi nani stava cercando di raggiungere la stessa uscita. Non erano guerrieri: erano donne che stringevano bambini piangenti, anziani che si trascinavano a fatica e feriti che lasciavano scie di sangue scuro sulla polvere.A proteggerli c'erano solo poche riserve, giovani nani dalle armature troppo grandi e dalle mani che tremavano vistosamente sulle asce. Si vedeva chiaramente che non avevano mai affrontato una battaglia vera.Moko si fermò bruscamente. I suoi 8 occhi captarono il terrore di un bambino nano rimasto indietro. La creatura non proseguì la fuga: tornò indietro di qualche passo, emettendo un fischio incoraggiante per spronare i ritardatari e indicare loro i punti dove il soffitto era più stabile.Improvvisamente, dalle ombre di un magazzino laterale, un soldato di Kaelos barcollò fuori tagliando loro la strada. Era ferito, l'armatura scura era ammaccata e perdeva sangue da una spalla, ma la sua lancia runica era ancora carica di energia azzurra. Sollevò l'arma con un grugnito di sforzo, puntandola verso Tsuki.Prima che potesse affondare, una lama corta e pesante gli trapassò la gola da dietro. Il soldato crollò in avanti, rivelando la figura del Sovrintendente, il braccio destro del Re.Il nano era coperto di cenere e sangue. Non aveva più l'aria severa di chi gestisce un centro commerciale; i suoi occhi erano spenti, colmi di una tristezza insostenibile. Nella mano destra stringeva un'asta dorata decorata con rune di ghiaccio: l'insegna del comando.«Il Re è morto,» disse il Sovrintendente. La sua voce era un sussurro malinconico che sembrò gelare l'aria più del clima esterno. «Egli è rimasto affinché il soffitto della sala grande non schiacciasse i piccoli. Ha sostenuto il peso della montagna finché il cuore non gli è scoppiato.»Un gemito soffocato si levò tra i profughi nani. Tsuki guardò l'asta, comprendendo il peso del sacrificio. Llyr-Vahn strinse più forte Zeryth, la mascella contratta.«Prendete i bambini,» ordinò il Sovrintendente, porgendo l'asta a un giovane soldato affinché la custodisse come una reliquia. «Dobbiamo uscire ora, o la neve diventerà la nostra lapide comune.»Moko si mise alla testa del gruppo di profughi, i suoi occhi che scrutavano l'oscurità come fari protettivi, guidando quel che restava di un popolo verso la gelida libertà dell'esterno.Il gruppo emerse dall'oscurità del Mall, travolto da una sferzata di aria gelida e polvere di cemento. Davanti a loro, la piana innevata era un inferno di fumo e luci stroboscopiche. La Nave Intelligence di Secundus, "L'Occhio", si stava già sollevando con un rombo sordo, le sue eliche che sollevavano una tempesta di brina.Ma Secundus non aveva intenzione di lasciarli scappare.La seconda nave cargo imperiale, invece di prendere quota, accese i motori a inversione in una manovra suicida. La gigantesca mole di ferro si abbassò di schianto, arando il terreno gelato e conficcandosi davanti all'unica via d'uscita del Mall come un cuneo inamovibile. L'impatto fece tremare la terra, sollevando una barriera di lamiere e terra che sbarrò la strada verso il bosco.Dal ventre della nave schiantata, il portellone a trivella iniziò a ruotare, aprendosi con uno stridore insopportabile. Non ne uscirono uomini, ma un fiume di polpi meccanici. Centinaia di macchine d'acciaio e cuoio si riversarono sulla neve, i tentacoli che frullavano con un ritmo frenetico. Uno di loro, appollaiato su un pezzo di scafo, sollevò un arto meccanico ed emise un segnale luminoso azzurro: li aveva individuati.«Ci hanno visti!» gridò il Sovrintendente, stringendo l'asta del Re defunto.Llyr-Vahn, che reggeva ancora il corpo inerme di Zeryth, lo adagiò a terra con un gesto rapido. Il suo volto era una maschera di sudore e cenere, le vene del collo gonfie per la tensione. Non aveva la forza per un attacco frontale, ma i suoi occhi cercarono un appiglio nell'ambiente circostante. Sopra la rampa della nave cargo, una sezione della facciata del Mall pendeva pericolosamente, sorretta solo da pochi tondini di ferro.Llyr-Vahn tese le braccia, le mani che tremavano violentemente. Non sparò energia; invece, "afferrò" il peso della gravità e lo moltiplicò. Con un urlo primordiale, strappò letteralmente tre tonnellate di cemento e acciaio dal soffitto.Il blocco di macerie precipitò con una precisione chirurgica, schiacciando la rampa della nave cargo proprio mentre il "fiume" di polpi stava per sommergerli. Il metallo della rampa si accartocciò sotto il peso, intrappolando la maggior parte delle macchine all'interno e schiacciando quelle che erano già balzate fuori.Llyr-Vahn crollò sulle ginocchia, il respiro ridotto a un rantolo.«Presto! Nei Tunnel di Brina!» ordinò il Sovrintendente, indicando una depressione nel terreno coperta da rami ghiacciati e fango.Mentre Moko guidava i nani superstiti con i suoi 8 occhi che scrutavano ogni pericolo, Tsuki e il Sovrintendente trascinarono Llyr-Vahn e Zeryth nel buio del tunnel sotterraneo. Proprio mentre l'ultimo nano spariva sotto il livello della neve, il cielo sopra di loro si illuminò.Dall'alto, la nave di Secundus iniziò a cannoneggiare le rovine del Mall e la sua stessa nave cargo per eliminare ogni traccia. Le esplosioni facevano piovere terra e fango all'interno del tunnel, ma il gruppo continuò a correre nel buio viscido.Dopo un chilometro di fuga silenziosa, emersero in una grotta carsica, umida e gelida, lontana dal perimetro imperiale.Il Sovrintendente piantò l'asta dorata del Re nel fango della grotta. Intorno a lui, donne e bambini nani si accasciarono a terra nel silenzio più assoluto. Zeryth era ancora privo di sensi, Tsuki era ridotta a un guscio vuoto e Llyr-Vahn fissava le sue mani che non smettevano di vibrare.Erano vivi, ma il Mall, il Re e la loro sicurezza erano cenere.

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